Santal lancia lo spot “La frutta non si mangia si beve”. Non è così: il parere di Andrea Ghiselli dell`Inran.

“LA FRUTTA NON SI MANGIA, SI BEVE” è lo slogan che sta usando Santal per pubblicizzare i suoi prodotti utilizzando anche azioni di guerrilla marketing, come è avvenuto all’UCI cinema Bicocca Village di Milano.

Trovo questo slogan altamente diseducativo e poco coerente con un’alimentazione sana. La frutta si mangia prima di tutto.

Questa è la domanda posta da un lettore del Il fatto alimentare alla quale risponde Andrea Ghiselli ricercatore dell’INRAN (Istituto nazionale ricerca alimenti e nutrizione di Roma).

 

Concordo con il lettore, il messaggio è diseducativo, perché essendo destinato ad un pubblico di ragazzi, in genere molto sensibile a questo tipo di spot, propone la frutta da bere al posto della frutta da mangiare.

Le qualità nutrizionali di un alimento non si limitano alla somma dei singoli componenti, ma bisogna considerare anche le modalità di consumo. Un succo confezionato, che sia di frutta o di verdura con o senza il corredo di fibra, vitamine e minerali presente nel prodotto originale, quando viene bevuto non è percepito dall’organismo nello stesso modo di un alimento masticato.

Spesso bevendo si assumono calorie in più. Certo, si può ribattere dicendo: “meglio queste bevande rispetto ad altre senza frutta”, e siamo d’accordo, ci mancherebbe. Ma non per questo dobbiamo rimanere insensibili ad un “divieto di frutta vera”.

Una delle funzioni precipue della frutta e della verdura consiste nell’abbassare la densità energetica della dieta, funzione anche più importante, in un mondo che mangia troppo, rispetto all’apporto di vitamine, antiossidanti, minerali ecc. Dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi che la verdura e la frutta non sono rispettivamente un “contorno” e un “dessert”, ma costituenti fondamentali del pasto. Se, invece di mangiare a morsi si bevono centrifugati, frullati o succhi, l’organismo si sente meno sazio e lo stomaco lascia spazio ad altri alimenti, magari meno sani e più calorici, con un aggravio di calorie non proprio consigliabile ai soggetti in sovrappeso.

 

Fonte e immagini: ilfattoalimentare.it